Credere solo in se stessi, dubitare eternamente sono le parole d'ordine della società moderna. Ma sappiamo quanto il sopruso, l' amovibilità, l'incertezza allontanino l'uomo dalla sua identità.
Per identità non si intendono il carattere, i lineamenti, i comportamenti ma i valori esistenti in principio nello spirito dell'uomo, quello che nell'antica Grecia veniva chiamato "Daimon".
La solidarietà, la forza, la fiducia, non a caso nascono in maniera spontanea. Esistono già in noi come esiste nel leone il ruggito e nella gazzella la corsa. Creati o maturati per necessità questi principi possono spingerci a raggiungere vette sconosciute, inoltrarci verso sentieri più lunghi o gettarci nel dirupo facendoci drasticosamente cadere nel vuoto.
Della forza hanno completamente distorto il significato paragonandola ad energia negativa, creatrice di mali incurabili. La forza è stata fatta diventatare il fattore che nella storia ha sempre impedito il progresso ed il quieto vivere. Sradicata dalla sua nativa casa, non viene più intesa come energia, pulpito primo che muove l'uomo e le sue azioni. La società moderna ha dimenticato il suo reale significato. Ma noi conosciamo il suo nome, sappiamo la sua storia e non dimentichiamo che la forza sta nella capacità di mantenere intatto un percorso, renderlo omogeneo, riparandolo da inconvenienti esterni. Niente è creato o distrutto in assenza di essa e senza di lei niente si muoverebbe.
La solidarietà, gettata in pasto alle fauci del mondialismo, tende a diventare quell'idea di "beneficenza d'interesse" caratteristica del progressismo, un' idea che si basa sulla logica del mercato e dell'internazionalizzazione forzata. Nasce per rispondere a delle esigenze economiche e cresce per soddisfare dei "vizi" personali, spendere di meno per le vacanze, avere una badante, comprare merce economica. La solidarietà quella vere invece, intesa come rispetto e mantenimento delle Identità, motore unificatore di popoli e razze, non ha nulla a che vedere con quella idea di buonismo portata avanti nei tempi recenti. Il voler costruire la pace a tutti i costi, a volte anche al prezzo della guerra ha retrocesso il termine di solidarietà nella categoria delle situazioni da recuperare
Per ultima la fiducia, colei che trasforma il personale in comunitario. Bisogna porla innanzitutto verso se stessi e poi verso gli altri. Dubitare, screditare, distruggere sono antivalori nemici della fiducia, ogni uomo non li posside in se stesso, li crea per conseguenza, ma sarà sempre la fiducia a ridistrugge questi antivalori costruendoci sopra fortezza di comunità.

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